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Jonathan Thomas
Jonathan Thomas

Un Regalo Da Tiffany


Durante il giorno della Vigilia, a New York, sulla Fifth Avenue, due uomini stanno comprando un regalo per la donna di cui sono innamorati. Uno di questi è Gary che ha dimenticato il regalo per la sua fidanzata Rachel e che sta comprando per lei un braccialetto portafortuna.




Un regalo da Tiffany



Un regalo da Tiffany è stato accolto dalla critica nel seguente modo: sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes il film ha ottenuto un punteggio medio del 74% sul 100%, su Metacritic ha invece ottenuto un voto di 46 su 100 mentre su Imdb il pubblico lo ha votato con 6.2 su 10


"Crescendo, non ho fatto altro che guardare i film di Goldie Hawn o quelli diretti da Nancy Meyers, ancora e ancora. Due o tre anni fa, con la mia squadra a Hello Sunshine ci siamo detti che era ora di realizzare quei classici film di una volta, senza tempo, meravigliosi, ottimisti, leggeri, luminosi da guardare e riguardare". Queste le parole di Reese Witherspoon, produttrice cinematografica per Hello Sunshine, da tenere bene a mente durante la recensione di Un regalo da Tiffany, film su Prime Video tratto dall'omonimo bestseller scritto da Melissa Hill, diretto da Daryl Wein e scritto da Tamara Chestna, la stessa dietro Moxie, opera seconda di Amy Poehler. È questo infatti il film nato dagli obiettivi di Witherspoon che ha scelto Zoey Deutch come protagonista perché il fuoco di Hello Sunshine è sempre stato il dare vita a storie con al centro le donne, una donna. Con queste premesse, dopo la visione dobbiamo chiederci: Siamo di fronte ad un classico di Natale? Zoey Deutch può raccogliere definitivamente il testimone da mamma Lea Thompson e papà Howard Deutch e diventare la nuova regina della commedia romantica? Scopriamolo.


Lasciamo a voi riempire i puntini di una storia che non si cura di dirigersi verso uno scontato ma desiderato lieto fine, piuttosto si concentra sui dettagli. Lo fa in bene, quando costruisce una protagonista sfaccettata e affascinante, che si distingue per il modo di vestire, un amore spropositato per i cornetti italiani ed ha il vizio di parlare al cibo. Lo fa in male quando un menu, una ricetta o un rossetto sono più curati della personalità di molti dei comprimari, dai due fidanzati, Gary e Vanessa, alla piccola Daisy (Leah Jeffries). Un regalo da Tiffany non diventerà un classico ma ha tutte le carte in regola per mettere ufficialmente Prime Video in lizza per battere Netflix nella gara di rom-com di nuova generazione. Quanto a Zoey Deutch, non siamo ancora in territorio Meg Ryan ma il potenziale in personalità c'è tutto.


Due o tre battute originali messe a segno da Chestna e abilmente messe in scena ci sono in Un regalo da Tiffany. Una delle migliori però, si perde nell'adattamento italiano. Jojo T. Gibbs nel ruolo di Terry, business partner queer di Rachel, nel presentarsi a Ethan dice, letteralmente: "Mi identifico come la sua migliore amica", un gioco di parole a sottolineare come il famoso algoritmo qui sia ampiamente rispettato ed anche, ci auguriamo, con ironia sorpassato. Se la sceneggiatura ha un buon ritmo e il cast ne fa buon uso, grazie alla scelta di attori che pur meno presenti, il loro "sporco" o in questo caso svogliato lavoro lo fanno, primo fra tutti il figlio d'arte Ray Nicholson (lasciamo a voi indovinare chi sia suo padre) nel ruolo di Gary, Un regalo da Tiffany non riesce, come abbiamo ampiamente dibattuto, a guadagnarsi la definizione di classico da vedere e rivedere. Fa troppo leva proprio su quei film accanto ai quali vorrebbe essere visto o catalogato e in più spende troppo tempo a ricalcare un lieto fine che sappiamo essere arrivato ma che ci importa il giusto che sia declinato nel futuro. Sappiamo cosa succedeva dopo che Tom Hanks incontrava finalmente Meg Ryan in Insonnia d'amore? No. È più bello immaginarlo? Sicuramente sì, questa è la magia del cinema.


Nonostante tutto ciò, i cultori del teen movie anni '80 si sentiranno abbracciati da una citazione di un film che suona un po' come una scintilla d'intesa tra i protagonisti, la pellicola tutta e lo spettatore. Con lo stupore di Renee Zellweger in Jerry Maguire dichiariamo: "Un regalo da Tiffany, forse ci rivedremo l'inverno prossimo ma ... ci avevi convinto alla citazione anni '80".


Come vedremo nella nostra recensione di Un regalo da Tiffany, pur non rappresentando certo qualcosa di nuovo in assoluto nel panorama dei film di Natale, la pellicola diretta da Daryl Wein vanta una premessa interessante e una trama ben costruita attorno a una combinazione di equivoci e disavventure. La performance di Zoey Deutch e la sua breve durata, contribuiscono alla riuscita di una pellicola a volte carente nelle battute ma piacevole da guardare.


Un regalo da Tiffany è un film di Natale che, pur non rappresentando certo qualcosa di innovativo nel panorama del genere, vanta una premessa interessante e una trama sapientemente costruita attorno a una combinazione di equivoci, errori e disavventure. La performance di Zoey Deutch e la sua breve durata, contribuiscono alla riuscita di una pellicola a volte carente nelle battute ma piacevole da guardare.


Il film in questione si chiama Un regalo da Tiffany (titolo originale Something from Tiffany's), è su Prime dal 9 dicembre e - forse è il caso di dirlo - non c'entra niente con Colazione da Tiffany, se non per il fatto che anche qui si cita una delle gioiellerie più famose di New York, degli Stati Uniti e forse anche del mondo. Riassumiamo brevemente (e senza spoiler) la trama di Un regalo da Tiffany e poi spieghiamo i motivi per cui secondo noi dovreste vederlo dopo Natale. 041b061a72


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